L’infografica ragionata [infocosa?]

| 2 Comments

L’infografica – dall’inglese information graphic o infographic – negli intenti del suo precursore, Otto Neurath, doveva adottare un linguaggio visivo sintetico, intuitivo e universale. Quickly and clearly: è tempo di big data. Aggiungerei “nicely”, per onorare i frutti sfatti del nord-est.

Nonostante l’orda di infofan che ingozza il web, l’intruglio di testi e immagini che condiscono i diagrammi contemporanei risulta quasi sempre complesso, poco funzionale e tutt’altro che usabile. Responsabili, primi fra tutti, gli addetti ai lavori, troppo spesso abituati alle magie del fotoritocco per colmare le mancanze di messaggi poco chiari e inconsistenti. Impacciati architetti del wayfinding, irrimediabilmente convertiti al waylosing, quasi tutti i seguaci dell’informazione disegnata ignorano le origini della loro “religione”. Perfino Wikipedia declassa Peirce dimenticando il “la” che intona la semiotica e il filosofo statunitense che ha composto la “sonata”.

Allo stesso modo del wayfinding, che organizza lo spazio per agevolare la vita delle persone, l’infografica dovrebbe facilitare la lettura, la comprensione e la memorizzazione. Paul Mijksenaar era dello stesso parere quando sosteneva che la segnaletica non può risolvere i problemi di un edificio progettato male. Ed è per questo che Alberto Cairo, responsabile multimediale della rivista brasiliana Época, critica le moderne comunicazioni sostenendo che negli ultimi anni sono stati prodotti risultati a volte belli, ma incomprensibili. “Il designer deve pensare a come il lettore fruirà dell’infografica, e adattarla di conseguenza”, senza escludere possibili evoluzioni, a condizione che si rispettino, naturalmente, chiarezza e funzionalità.

Forse la mancanza d’informazione sulle teorie dell’informazione deriva dal fatto che nessuno ha mai fatto un’infografica sulle teorie dell’infografica? Iniziamo a rimediare.

Infographic

Author: Giulia Segalla

Webwriter freelance. Vivo on line, leggo on line, scrivo on line e non potevo che decidere di lavorare costantemente on line. Scrivo testi pubblicitari per siti, blog, landing page, magazine, newsletter, pubblicazioni e social network. Sostengo con entusiasmo Diskos, la scuola di comunicazione che mi ha insegnato – e continua a insegnarmi – a lavorare con passione.

2 Comments

  1. Brava Giulia, ottimo post. Condivisibile dalla prima all’ultima riga. Da non trascurare che spesso queste rappresentazioni grafiche fanno paura tanto sono complesse e ottengono il risultato contrario rispetto a quello desiderato.

    • Grazie Diego, gentilissimo! Ho come l’impressione che parleremo spesso di infografiche, anche più avanti. Grazie della lettura, del commento, della condivisione.

Lascia un Commento

Required fields are marked *.