Se una notte di settembre uno scrittore

Venticinque. Un’intera generazione. Un quarto di secolo.
Venticinque anni. Dico, venticinque. Capisci? Conto tondo, o quasi, vedi tu. Fatto sta che sono proprio venticinque. Venticinque anni dalla morte di Calvino. Mi aspettavo articoli, servizi, eventi. Io stessa vorrei scrivere di più, poche righe non rendono giustizia all’uomo che è stato. D’altro canto, continuo a credere che il miglior modo di ricordare uno scrittore sia lasciar parlare i suoi versi. Uno in particolare in cui si nasconde, penso, gran parte della passione che muove e paralizza chiunque dedichi la propria vita alla scrittura.

“Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto,
si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita,
il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall’esser definito;
e questa definizione poi dovrai portartela dietro per la vita, cercando di darne conferma
o approfondimento o correzione o smentita, ma mai più riuscendo a prescinderne”.
(dalla prefazione del 1964 a “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino).

italo_calvino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *