La solitudine del social killer

Gran parte della nostra vita dipende da internet. Il lavoro, le amicizie. Non ci si parla neanche più in faccia se si può farlo attraverso uno schermo. Come se non sapessimo quanto è facile mentire senza guardarsi negli occhi. Mentire a noi stessi, soprattutto.
Poi ci si fa l’abitudine a raccontare storie a delle fotografie. È facile. Molto più facile di fare i bugiardi all’aria aperta. E lo fanno in tanti, qualcuno ci casca per caso, qualcun altro per gioco. È tirarsene fuori che diventa difficile, la rete è invischiante, bisogna conoscerla.
Per questo segnalo “Social Killer”, un romanzo “digitale” di Vito Di Bari. Non so perché, ma la sua campagna mi sa tanto da “pubblicità progresso”. Questa forse sì che funzionerebbe: niente rimproveri, niente avvertimenti, semplicemente realtà.

musa del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *