SIAE e la libertà di censura

Condivido l’ultima sconfortante notizia confermata dalla SIAE, in merito alle pubblicazioni
di video e musiche sul web. Il Post diffonde un’intervista a Stefania Ercolani, responsabile delle comunicazioni multimediali di SIAE, dove puntualizza le regole adottate per il rispetto
dei diritti d’autore. Sarà impossibile, da qui in poi, diffondere gratuitamente qualsiasi video
che supera i 45 secondi. La regola esclude, di fatto, la maggior parte delle riproduzioni
e dei trailer cinematografici. Impedisce, di conseguenza, ogni tipo di pubblicazione volta
a commentare, criticare o diffondere contenuti multimediali.
Verrebbe da soffocare un laconico cenno di sottomissione al verbo della censura che, latente, mina l’informazione libera da anni. Basta poco per capire che non sarà più permesso postare video da YouTube. La stessa piattaforma di streaming, infatti, ha sottoscritto una licenza
per i contenuti pubblicati dagli utenti che, ignari della situazione messa a tacere dai media,
si trovano a dover regolarizzare la loro posizione in modo indipendente, pagando dai 250
ai 450 €
a trimestre per ogni pubblicazione su siti generalisti o musicali.
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