Il potere del popolo social

In questi giorni Google ha incrementato i risultati di ricerca con i commenti dei social
network,
cosa che fino a poco tempo fa non era possibile a causa dei codici Javascript
che bloccavano la lettura delle keyword tanto bramate dal ricercatore affamato.
Da un lato si teme di essere contagiati dalla “fuffa”, mentre dall’altro si spera
nell’avanzare di quella libertà di espressione che incrementa il potere del
consumatore
e potrebbe aprire una fase di maggiore qualità per i prodotti.
La settimana scorsa mi si chiedeva se la pubblicità debba necessariamente riuscire
a vendere qualsiasi tipo prodotto. Direi di no. Una campagna, anche se pianificata
con budget e mezzi illimitati, non può far fronte alle mancanze di un prodotto.
Impossibile, in questo senso, non pensare a Séguéla che, in “Hollywood lava più bianco”,
illustra quanto sia importante che il prodotto non faccia mai venire meno il patto di fiducia
stipulato, inconsciamente, con i brand. Ecco, dunque, che una campagna troppo enfatica
può nuocere alla credibilità di un prodotto e arrivare a toglierlo definitivamente dal mercato.
Se un tempo il passaparola andava di carrello in carrello con una velocità più o meno
controllata, oggi basta una frase di scontento indicizzata su Google per segnare
definitivamente le sorti di un prodotto. Meglio munirsi di idee, quindi, o di pura sincerità.
Hans_Brinker_Budget_Hotel

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