Omaggio a Emanuele Pirella

Sono passati ben due anni dalla morte di Emanuele Pirella. La ricorrenza fa pensare a come è cambiato il panorama della pubblicità in questi 730 giorni, 104 settimane, 24 mesi di fermento creativo. Cos’hanno fatto in questi due anni i “grandi” comunicatori italiani per alzare il livello di qualità del lavoro e aiutare le nuove generazioni a crescere dignitosamente? Non è il caso di rispondere o generalizzare, l’eccezione, per fortuna, esiste anche se non viene nominata da nessuno. Ma di fatto per molti l’orizzonte è rimasto sempre lo stesso, solo più vuoto. Forse il modo migliore per ricordare Pirella, oggi, è pensarlo come l’uomo che era

“È curioso notare che quasi tutti gli uomini
che valgono molto hanno maniere semplici
e che quasi sempre le maniere semplici
sono prese per indizio di poco valore”
(Giacomo Leopardi)

 

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