A proposito di progettisti, innovazioni e novità: intervista a Enzo Mari.

Ieri mattina, durante la visita alla Fondazione Bisazza di cui abbiamo anticipato le prime impressioni in questo post, si è parlato anche della grande, grandissima, immensa differenza che separa l’innovazione dalla novità. L’innovazione – come ci ha piegato il nostro professionista di teorie dell’immagine del corso di grafica e web design – è intesa come una vera e propria “rivoluzione” che dura nel tempo e modifica presente e avvenire; la novità definisce invece esclusivamente qualcosa di nuovo, a prescindere dal fatto che possa essere più o meno utile, ragionata o progettata.
Nell’intervista che potete vedere qui sotto, Enzo Mari – grandissimo maestro italiano di design – approfondisce alcune delle nostre riflessioni introdotte ieri durante la visita. Parla di progetti, progettisti, arte, creatività, usabilità e conferma quanto serve essere eclettici, curiosi e – come piace dire a noi – “multitasking”, per emergere dalla massa e fare la differenza. In tutti gli ambiti.
Ci permettiamo solo una piccola precisazione per difendere le nostre parti quando al minuto 17.23 afferma: “nelle scuole di progettazione oramai ci sono più insegnanti di grafica che architetti o ingegneri”. Condividiamo la critica contestualizzata nel discorso, ma ci teniamo a ricordare che anche il grafico, il graphic designer, il web designer e, più in generale, il comunicatore è e deve essere un progettista a tutti gli effetti. Chi non progetta la comunicazione di fatto produce solo inutilità che lo stesso utente finale giudica come tale.
La parola a un geniale Enzo Mari da ascoltare e riascoltare:

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